La settimana subito dopo ferragosto sono andato a caccia di centri benessere e di terme, prima al mare, quello di Venezia, con una puntata nella quiete di Villa Luppis, dove ho potuto finalmente visitare questo magnifico relais che dà subito un sensazione di relax, da accompagnare con buona gastronomia e soprattutto buoni vini, in una cornice di un gradissimo parco pieno di storia d’Italia.
Straordinaria la sua cantina ricavata nell’antica ghiacciaia.
Anche se non c’è ancora il centro benessere spero che accetti di diventare affiliato a We Love Italy.
Prima avevo visitato altri alberghi di cui uno si trova all’interno di un enorme villaggio turistico ed è dedicato all’arte, il Parc & Art hotel a Cavallino.
Molto frequentato il centro benessere che fa della talassoterapia il suo punto di forza. Ci sono diverse vasche di acqua salata a diverse temperature su una splendida terrazza con vista sul mare.
Giovedì sono poi ripartito per Merano dove ero atteso al Quellenhof in Valpassiria vicino a Merano, per perfezionare accordi di sviluppo sul mercato russo e per l’inserimento di un banner nella nuova home page di We Love Italy.
Mi è spiaciuto non aver preso con me la mia Specialised Work, c’è un sentiero vicino all’hotel ben largo con un ottimo sterrato, a destra scorre il Passiria in mezzo al verde, si fa anche rafting.
L’albergo è splendido, con spazi enormi, le camere - perfette - da 60 metri quadrati, con bagni con spazio sufficiente da poter inserire un letto matrimoniale.
Questo è il lusso “finanziariamente” sostenibile del Quellenhof!
Poi c’è un centro benessere di 5000 mq e l’anno prossimo si raddoppia, la famiglia Dorfer apre infatti un altro hotel con altrettanto spazio dedicato al wellness…
La mattina successiva dopo la visita al ristrutturato La Maiena di Merano, mi sono diretto verso Bormio.
Ho ripercorso il meraviglioso ed affascinante passo Stelvio, pieno di ciclisti non più giovani, memori dell’impresa di Coppi e (…mia di 20 anni di fa).
Niente male però…
Dalla conca di Bormio, sono poi salito a Santa Caterina all’albergo Baita Fiorita di Deborah Campagnoni, il papà era reduce da un piccolo incidente in moto, gli ho fatto i complimenti per la figlia - avevo il dubbio che fosse la sorella…- per poi riscendere a Bormio, dalla signora Federica dell’hotel Baita dei Pini, mamma da pochi mesi e manager impegnata del suo albergo e dell’associazione albergatori di Bormio, che mi ha spiegato tutto l’organigramma e la struttura associativa del turismo bormino.
Non sono riuscito ad incontrare il presidente –Barbara Zulian - nonché proprietaria del Cristallo, altro albergo storico di Bormio, ma tranquilli… che a Bormio con la moglie di Chiavenna tornerò.
Con Simone a Santa Caterina abbiamo parlato di alberghi e di internet, (lavorano con il Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio).
Sempre in tema valtellinese sono poi salito ad oltre 1800 metri in quel di Livigno.
Adoro la montagna oltre i 2000 metri e per andare a Livigno si passa da Tre Palle, il comune più alto d’Italia e forse d’Europa.
C’era un mucchio di milanesi che facevano l’ultimo pieno di ossigeno e di benzina prima di tornare a casa, nel pomeriggio.
Shopping incluso o no, Livigno – porto franco – è diventata una località alla moda, pensate, sono tra i pochi che snobbano i russi e credo che facciano male.
Al Concordia di Livigno ho rivisto Fabio Giacomeli, nipote di Maria Giacomelli e grande capo della famiglia Giacomelli.
Straordinaria la sua cantina ricavata nell’antica ghiacciaia.
Anche se non c’è ancora il centro benessere spero che accetti di diventare affiliato a We Love Italy.
Prima avevo visitato altri alberghi di cui uno si trova all’interno di un enorme villaggio turistico ed è dedicato all’arte, il Parc & Art hotel a Cavallino.
Molto frequentato il centro benessere che fa della talassoterapia il suo punto di forza. Ci sono diverse vasche di acqua salata a diverse temperature su una splendida terrazza con vista sul mare.
Giovedì sono poi ripartito per Merano dove ero atteso al Quellenhof in Valpassiria vicino a Merano, per perfezionare accordi di sviluppo sul mercato russo e per l’inserimento di un banner nella nuova home page di We Love Italy.
Mi è spiaciuto non aver preso con me la mia Specialised Work, c’è un sentiero vicino all’hotel ben largo con un ottimo sterrato, a destra scorre il Passiria in mezzo al verde, si fa anche rafting.
L’albergo è splendido, con spazi enormi, le camere - perfette - da 60 metri quadrati, con bagni con spazio sufficiente da poter inserire un letto matrimoniale.
Questo è il lusso “finanziariamente” sostenibile del Quellenhof!
Poi c’è un centro benessere di 5000 mq e l’anno prossimo si raddoppia, la famiglia Dorfer apre infatti un altro hotel con altrettanto spazio dedicato al wellness…
La mattina successiva dopo la visita al ristrutturato La Maiena di Merano, mi sono diretto verso Bormio.
Ho ripercorso il meraviglioso ed affascinante passo Stelvio, pieno di ciclisti non più giovani, memori dell’impresa di Coppi e (…mia di 20 anni di fa).
Niente male però…
Dalla conca di Bormio, sono poi salito a Santa Caterina all’albergo Baita Fiorita di Deborah Campagnoni, il papà era reduce da un piccolo incidente in moto, gli ho fatto i complimenti per la figlia - avevo il dubbio che fosse la sorella…- per poi riscendere a Bormio, dalla signora Federica dell’hotel Baita dei Pini, mamma da pochi mesi e manager impegnata del suo albergo e dell’associazione albergatori di Bormio, che mi ha spiegato tutto l’organigramma e la struttura associativa del turismo bormino.
Non sono riuscito ad incontrare il presidente –Barbara Zulian - nonché proprietaria del Cristallo, altro albergo storico di Bormio, ma tranquilli… che a Bormio con la moglie di Chiavenna tornerò.
Con Simone a Santa Caterina abbiamo parlato di alberghi e di internet, (lavorano con il Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio).
Sempre in tema valtellinese sono poi salito ad oltre 1800 metri in quel di Livigno.
Adoro la montagna oltre i 2000 metri e per andare a Livigno si passa da Tre Palle, il comune più alto d’Italia e forse d’Europa.
C’era un mucchio di milanesi che facevano l’ultimo pieno di ossigeno e di benzina prima di tornare a casa, nel pomeriggio.
Shopping incluso o no, Livigno – porto franco – è diventata una località alla moda, pensate, sono tra i pochi che snobbano i russi e credo che facciano male.
Al Concordia di Livigno ho rivisto Fabio Giacomeli, nipote di Maria Giacomelli e grande capo della famiglia Giacomelli.
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