La prima vera ed importante trasferta per We Love Italy s'è svolta, niente popò di meno che, su suolo statunitense. Primi di Maggio 2007. Della partita per l'occasione, col sottoscritto, è stata l'amica Ute Bauer, noto chirurgo plastico e (ormai quasi per hobby) medico termalista. L'esperienza di Ute in ambito termale è decennale, i centri benessere sono stati a lungo il suo pane quotidiano, tra i quali quello del Bristol Buja di Abano, dove tutt'oggi svolge rare visite specialistiche: averla nel team di WLI oltrechè un privilegio è fonte di consigli preziosi, e per noi nella scelta delle strutture e per i nostri clienti più affezionati, desiderosi di concedersi una vacanza davvero salutare. 2 workshops, il primo a Chicago, nostra meta iniziale (volo Lufthansa da Monaco), il secondo a New York, presso il ristorante Cipriani. Entrambi i workshops hanno goduto del patrocinio dell'ENIT (Ente Nazionale Italiano Turismo) nella persona del direttor Riccardo Strano (resp. per il Nord America) ed in entrambe le circostanze sono stati una cinquantina gli operatori con cui abbiamo avviato un contatto. Successivamente ho avuto modo di visitare la sede di New York dell'ENIT ed incontrarmi personalmente col dott.Strano, gettando le basi per i successivi workshops di We Love Italy negli USA.
Ho avuto modo d'accorgermi che Abano ha sbagliato, negli ultimi vent'anni, a disinteressarsi del pubblico americano, fintanto che il rapporto dollaro / lira e poi dollaro / euro lo permettevano.
In quel di Chicago abbiamo alloggiato presso lo splendido Drake Hotel, inaugurato negli anni venti. Bistecche da Smith & Wollensky: semplicemente eccezionali. Il viaggio da Chicago a New York è stato per mezzo d'un piccolissimo aeroplano che, da dentro, pareva un tram: 3 ore secche e la mia valigetta gialloblù del Parma (il Parma dopo o con il ciclismo è la più grande passione) incastrata malamente sotto un sedile, troppo grande per il portaborse, troppo piccola per il bagagliaio. New York, sempre stupefacente, nostra seconda tappa, anche ciclistica. Ute come me adora i pedali e quindi... giro di Manhattan in bicicletta! Al momento del noleggio dei mezzi le nostre italo/tedesche fattezze si sono manifestate: davanti al bancone l'addetto ci ha invitati ad alzarci in piedi ma noi, in piedi, c'eravamo già... Il Manhattan Tour ci ha portati anche vicini all'arresto ma di questo m'è stato imposto di non scrivere. Ritorno New York - Francoforte, volo un pelino in ritardo, respinti per la coincidenza, ulteriori 3 ore d'attesa in aeroporto ma.. questa è un'altra storia.
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