martedì 5 agosto 2008

Abano e Montegrotto Terme - lettera aperta
Della diminuzione delle presenze, chiusura degli alberghi e apertura di nuove camere...

Comincio con quanto è negativo, anche se sarebbe più giusto e soprattutto più produttivo parlare prima delle positività che forse non sono così carenti, visti i tempi che corrono.

Leggo sul Gazzettino l’ennesimo catastrofico titolo sulla diminuzione delle presenze, questa volta purtroppo sembra proprio vero: i dati in meno degli stranieri sono a due cifre, mentre anche le presenze degli italiani non crescono più come prima. La durata del soggiorno medio continua a diminuire, di conseguenza i reparti cure tradizionali risultano sempre meno frequentati. La fangoterapia nel Bacino termale è una cura e non una moda anche se il fango di Abano è l’unico al mondo ad essere in possesso di un brevetto registrato e certificato da fior di cattedratici.

A Montegrotto le difficoltà sembrano più gravi perché la percentuale di stranieri è più alta e soprattutto per i tedeschi, che si fanno le cure o in patria o nei Paesi dell’est, comunque dove costa meno. Un altro albergo non ha riaperto: il Caesar, un hotel che negli anni settanta aveva stupito per la sua bellezza e razionalità. La struttura fa parte, guarda caso, della serie di cinque hotels acquistati dall’EMPAM (ente mutualistico medico) negli anni 80, di cui ben tre risultano chiusi, dopo anni di cambi di gestioni, per lo più sempre più negative.
E’ bene fare presente che il confronto tra il 2008 ed il 2007, per quanto riguarda i primi 5 mesi, è viziato dalla diversa data della Pasqua. Con Pasqua in marzo l’occupazione degli alberghi è storicamente sempre stata largamente inferiore a quella che vede la festività cadere in Aprile.
Le percentuali di calo a due zeri sono quindi viziate da questo fatto.

Delle positività occorre anche scrivere, è di questi giorni l’ultimazione di un stupendo albergo adiacente al nuovo parco delle terme con un numero di camere altissimo per il territorio, con un parco piscine termali delle più costose e più modernamente attrezzate. Il numero di camere d’albergo complessivamente aperte nel Bacino termale, malgrado gli alberghi che chiudono i battenti non diminuisce e se andiamo poi a Padova o sui Colli con i vari nuovi agriturismo la ricettività cresce ancora di più. Come crescono anche le offerte di destinazioni all’est in alternativa ad Abano e Montegrotto, che continuano a costare meno pur avendo fatto qualche importante ristrutturazione. Si spera che il servizio non sia pari al nostro, così i tedeschi e gli autriaci torneranno così come sono tornati in passato. Centri benessere sono presenti in tutti i 4 e 5 stelle di Abano e Montegrotto e sono uno più attraente dell’altro, ma se si va in Alto Adige e in Trentino c’è di meglio, piscine termali a parte. La risorsa dell’acqua termale calda è incredibilmente importante, soprattutto d’inverno o nei weekend quando c’è rischio di maltempo: il collegamento tra la coperta e scoperta dà garanzia di potersi rilassare nell’acqua termale all’aperto in ogni stagione. E questo plus lo si trova soltanto nel Bacino termale.

Le presenze stanno calando durante la settimana ma non nel weekend e credo sia molto improbabile che questa tendenza diminuisca, d’altra parte gli anni del boom erano figli di un assistenzialismo mutualistico soprattutto tedesco che non potrà più ripetersi. Si pensi che Bad Fuessing alla fine degli anni novanta ha perso per questa ragione 1 milione di presenze su 3. Fino a 5 anni fa ad Abano e Montegrotto il venerdì ed il sabato si trovava comunque posto in qualsiasi albergo, ora non è così spesso si registra il tutto esaurito con i centri benessere al gran completo. Certo il totale delle presenze è diminuito, ma non certo in termini così drammatici come è accaduto in quasi tutte le altre località termali. Quindi consentitemi di suggerire di alleggerire i toni disfattistici. Alcuni mesi fa parlando con un albergatore di Venezia alla mia domanda ‘quando un collega chiede quanti clienti ha in casa’ rispose che ne aggiungeva sempre una decina alla realtà, ad Abano e Montegrotto invece generalmente ne togliamo una ventina… Credo proprio che abbiano ragione i veneziani.

Flavio Gazza
amministratore del nuovo portale turistico We-Love-Italy.it
e responsabile dell’ass.ne alberghiera TAS di Abano e Montegrotto Terme

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